Giochi d'Estate

Regia di Rolando Colla

Giochi d’estate è una storia sui primi, decisivi passi alla ricerca della propria strada nella vita.

con
Armando Condolucci, Fiorella Campanella, Alessia Barela, Antonio Merone e Roberta Fossile

Un’estate al mare in Toscana cambia la vita di due dodicenni, Nic e Marie.
Nic trascorre le vacanze con il fratello minore Agostino e con i genitori, una famiglia operaia romana, in un campeggio in riva al mare, immerso nella pineta. Il padre di Nic, Vincenzo, che perde facilmente il controllo e diventa violento, vuole approfittare delle vacanze per cercare di riconquistare sua moglie Adriana. La donna, però, sta ormai riflettendo sull’idea di lasciarlo.
Il film racconta la storia di questa coppia adulta e della giovane coppia formata da Nic e Marie. Marie è di Ginevra e trascorre le vacanze con sua madre nel bungalow che sua zia, come la madre è originaria della Toscana, ha affittato nel medesimo campeggio.
Tende e bungalow, l’aria di mare e di vacanza in contrasto con i destini di gente semplice: per una delle due coppie le cose dopo la vacanza non muteranno di molto, mentre per l’altra la vita cambierà per sempre.

Nic scopre un capanno abbandonato in un vicino campo di mais e convince Marie, la sua cuginetta Patty e il ragazzino cinese Lee, a farne la base delle loro avventure, al gruppo si aggiunge anche il fratello più piccolo, Agostino. Il film racconta i giochi dei ragazzi nel campo di mais, l’allegria e la spavalderia, ma anche l’energia distruttiva che talvolta li travolge.
In uno dei primi giochi, ogni bambino rivela un segreto. Nic dice di non provare nessun dolore, qualsiasi cosa gli facciano. È proprio quello che vorrebbe imparare Marie, che soffre perché non ha mai conosciuto suo padre e perché sua madre si rifiuta di parlargliene.
Attraverso i giochi, Nic tenta di insegnare a Marie a sopportare il dolore, a non percepirlo più ma fallisce: Marie è dominata dall’ossessione di trovare suo padre e non riesce a liberarsene. Ma nonostante tutto per lei i giochi sono una distrazione a cui partecipa volentieri, mentre per Nic sono un modo per elaborare i violenti e repentini scoppi d’ira di suo padre che lo segnano e traumatizzano.

Il fatto che entrambi i ragazzi desiderino diventare insensibili ed impermeabili a tutto, contrasta fortemente con i sentimenti di simpatia e affetto che provano l’uno per l’altra e che iniziano a farsi timidamente strada nei loro rapporti e comportamenti.

I giochi si fanno sempre più violenti e ai ragazzini viene vietato di giocare insieme. Quando però Nic viene a sapere da Marie che suo padre è morto, lui organizza un viaggio per raggiungere il cimitero di un paese vicino dove dovrebbe essere sepolto: diventerà un viaggio contro il divieto degli adulti, un ultimo gioco che si differenzia da tutti gli altri e li supera, segnando un confine da cui sarà impossibile ritornare.
 

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