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27-08-2012 - Festival della Lessinia "Peak - Un mondo al limite" vince il premio della Regione Veneto

XVIII Film Festival della Lessinia
VERBALE DELLA GIURIA INTERNAZIONALE
INTERNATIONAL JURY REPORT
La giuria del XVIII Film Festival della Lessinia composta da Gilles Chappaz, Barbara Koren-
Tauscher, Edoardo Winspeare and Grzegorz Zariczny si è riunita a Bosco Chiesanuova dal 18 al 23
agosto 2012 per visionare le 21 opere selezionate per il concorso e ha assegnato all’unanimità i
seguenti premi.
The jury of the 18th edition of the Film Festival della Lessinia, composed of Gilles Chappaz,
Barbara Koren-Tauscher, Edoardo Winspeare, Grzegorz Zariczny met in Bosco Chiesanuova from
August 18 through 23, 2012, to view the 21 works selected for the competition, and has voted
unanimously to award the following prizes.

Premio della Regione Veneto / Prize from the Regione Veneto
Alla migliore opera riguardante i mutamenti del vivere in montagna. / For the best work regarding
the changes taking place in mountain life.
PEAK – UN MONDO AL LIMITE
di / by Hannes Lang
Con un linguaggio freddo e rigoroso, l’autore si insinua nei problemi che gravano oggi sulle Alpi. È
una fotografia spietata, che porta l’attenzione non solo sul presente ma sugli effetti che l’approccio
contemporaneo alla montagna potranno avere in futuro. Ci pone di fronte alla grande questione dei
cambiamenti climatici che stanno cambiando la fisionomia delle nostre montagne, e all’ostinazione
a perseguire il mito della crescita economica attraverso l’industria del turismo di massa sulla neve,
mentre in un apparente gioco di specchi emerge il silenzioso declino dell’antica civiltà montanara,
con i suoi riti e la sua cultura materiale.
With a cool and rigorous language, the author enters into the problems facing the Alps today. It is a
ruthless picture that draws attention not only to the present, but also to the effects that the
contemporary approach to the mountains might have in the future. It confronts us with the big
questions about the climate changes that are changing the physiognomy of our mountains, and the
stubborn pursuit of the myth of economic growth through mass tourism in the snow, while in an
apparent play of mirrors emerges the silent decline of the ancient mountain civilization, with its
rituals and material culture.